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La redazione di Quarto Uomo continua nonostante la presenza di Caronte e Minosse la sua programmazione. Si parlerà della presentazione della Roma, del top player richiesto da Conte e di tanto, tanto altro ancora!

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La redazione di Quarto Uomo continua nonostante la presenza di Caronte e Minosse la sua programmazione. Si parlerà della cessione di Ibra e Thiago Silva, della Roma, del calcio italiano e di tanto, tanto altro ancora!

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ROMA – Giornata storica per il calcio. L’International Football Association Board, unico organismo garante delle regole del calcio, ha accettato l’aiuto tecnologico all’arbitro per definire se un pallone ha varcato o meno la linea di porta. È stata anche ufficializzata la presenza di due arbitri di area, che da due anni operano nelle coppe europee ed hanno lavorato anche all’ultimo Europeo. La Fifa ha approvato due sistemi per definire se il pallone ha varcato o meno la linea di porta : l’Hawk Eye (occhio di falco) ed il GoalRef. Il primo si fonda su telecamere piazzate dietro la porta, il secondo su un campo elettromagnetico che reagisce a tre microchip piazzate nel pallone. Entrambi forniscono un segnale ad un apposito orologio sul polso dell’arbitro in meno di un secondo.

UNANIMITA’ – “Tutte le decisioni sono state prese all’unanimità” ha assicurato il segretario generale della Fifa Jerome Valcke. Per modificare le regole del calcio ci vuole une maggioranza dei tre quarti dell’Ifab. La Fifa dispone di quattro voti, Inghilterra, Irlanda del Nord, Galles e Scozia di uno ognuna. “Dal 1886 siamo i guardiani delle leggi del gioco. Andiamo sempre molto cauti ma sono certo che oggi abbiamo contribuito a migliorare il calcio su una base mondiale” ha aggiunto il nord-irlandese Patrick Nelson. La Fifa utilizzerà entrambi i sistemi al prossimo Mondiale per club, a dicembre in Giappone. “Se daranno soddisfazione, verranno usati anche alla Confederation Cup nel giugno 2013 in Brasile ed al Mondiale 2014, sempre in Brasile”, ha aggiunto Valcke. Il costo dei sistemi varia dai 150.000 ai 250.000 dollari (dai 120.000 ai 200.000 euro). “Può sembrare costoso – ha detto Valcke – ma si tratta di tecnologia. Quando è stato inventato, lo schermo plasma magari costava 10.000 euro. Ora se ne trovano a 500″.

COSTI – Il dirigente ha comunque assicurato che la Fifa assumerà i costi dell’istallazione per le competizioni che organizza. “Si tratta di un cambiamento autorizzato, non obbligatorio. Ogni organizzatore di competizione deciderà se applicarlo o meno”, ha aggiunto Valcke. Il rappresentante della federcalcio inglese Alex Horne ha dal canto suo svelato: “Se il sistema funziona al Mondiale per club e se i 20 club di Premier League saranno d’accordo, potrebbe essere introdotto in Inghilterra nella seconda parte del prossimo campionato”.

TEMPISTICHE – Queste due tecnologie non sono state ammesse per sempre. Infatti, le licenze della Fifa vengono rinnovate ogni dodici mesi e se altre società mettono a punto sistemi di uguale affidabilità e superano tutta la serie di test della Fifa, potranno anch’esse ottenere una licenza. “Come avviene per i palloni o i guanti dei portieri” ha spiegato Valcke. All’unanimità anche la decisione di autorizzare a tutti i livelli i cosiddetti cinque arbitri. “Dopo due anni di esperimenti, siamo convinti che gli arbitri di area di rigore diano un aiuto notevole all’arbitro principale. Il loro compito non è unicamente di capire se un pallone ha varcato la linea di porta, ma anche di riferire alcune situazioni di gioco all’arbitro. Sono complementari della tecnologia, non un’alternativa” ha spiegato il delegato scozzese Stewart Regan In modo unanime, tuttavia, l’Ifab ha affermato che l’apertura alla tecnologia si limiterà al gol-non gol. “È escluso introdurla per altre situazioni”. E comunque anche con il GoalRef o l’Hawke Eye l’ultima parola spetterà sempre all’arbitro. “È a questo livello che si situa l’universalità del calcio. Prendiamo l’esempio che il pallone abbia varcato la linea di porta ed il sistema lo segnali all’arbitro. Il direttore de gara non è affatto costretto a convalidarlo se ha notato un fallo di mano in precedenza”, ha esemplificato il delegato gallese Jonathan Ford. Infine, novità importante per il mondo musulmano. l’Ifab ha accettato il velo per le competizioni femminili. Non ci sono infatti prove mediche che giocare col foulard sia pericoloso e questa decisione consentirà a varie persone che non possono farlo attualmente di praticare il calcio, ha spiegato l’Ifab.

COLLINA – “Le sperimentazioni sugli arbitri di porta, fortemente voluti dall’Uefa, hanno dato risultati importanti, e la decisione dell’Ifab di passare da una fase sperimentale a quella definitiva lo dimostra. Adesso, chiunque vorrà utilizzarli sarà libero di farlo. Me ne sono occupato direttamente, e sono molto concento di questo risultato”. Così Pierluigi Collina, responsabile degli arbitri Uefa, ha commentato ai microfoni di Sky Sport 24, la decisione dell’International Board di autorizzare in tutte le competizioni ufficiali l’arbitraggio a ‘cinque’. Una decisione arrivata insieme a quella storica di consentire la tecnologia sul gol fantasma. “Dipenderà dagli organizzatori delle singole competizioni se utilizzare o no i 5 arbitri – ha aggiunto Collina – così come da quando sarà disponibile la tecnologia per il gol fantasma, chi vorrà potrà utilizzarla”. Guai a parlare di incompatibilità tra gli arbitri di porta e la nuova tecnologia sul gol fantasma autorizzata dalla Fifa dal prossimo mondiale per club. “Arbitri di porta e tecnologia fanno cose diverse – ha concluso Collina – l’occhio di falco guarda solo la linea di porta, gli arbitri fanno altro. Sono di supporto all’arbitro per tutte le decisioni dentro l’area rigore”.

STORIA DEI GOL FANTASMA – Li chiamano ‘gol fantasma’. Ma ormai sono tali solo per gli arbitri, i soli esclusi dalle immagini rilanciate in tempo reale da decine di telecamere disseminate intorno al campo. Ora l’International Board ha deciso di aprire all’aiuto della tecnologia per capire se la palla sia entrata. L’ultimo caso risale all’Europeo di calcio appena terminato, quando nemmeno l’arbitro appostato sulla linea di porta ha visto il gol realizzato dall’Ucraina contro l’Inghilterra. Una svista clamorosa, che aveva spinto ad arrendersi all’occhio elettronico anche il recalcitrante presidente della Fifa, Sepp Blatter. In Italia per trovare casi altrettanto eclatanti basta tornare all’ultimo campionato. In entrambe i casi protagonista in negativo il Milan: la rete di Sullay Muntari alla Juventus (palla ricacciata in campo da Buffon, ma entrata di un buone mezzo metro) e quella altrettanto non vista di Robinho al Catania. Con un contorno di polemiche trascinatesi per mesi. Ma i gol ‘fantasmà hanno deciso anche sfide mondiali. In Sudafrica la storia presentò il conto e la Germania consumò la sua vendetta 44 anni dopo. Era il 30 luglio 1966, finale mondiale, quando a Wembley un tiro di Geoff Hurst colse la traversa. Palla dentro? Per il guardalinee sì, per tutto il resto del mondo (inglesi esclusi) no. Anche e soprattutto grazie a quel gol finì 4-2 per l’Inghilterra che vinse il suo unico titolo mondiale. Ventisette giugno 2010, ottavi di finale. Ancora Inghilterra-Germania. Stavolta è il tiro di Lampard a cogliere la faccia inferiore della traversa e rimbalzare mezzo metro oltre la linea, ma l’arbitro non se ne accorge. Sarebbe il gol del 2-2, invece i tedeschi vinceranno 4-1. Basta tornare in Italia per elencare tanti episodi clamorosi. Dal pallone entrato in porta da un buco nella rete (Lazio-Napoli 1962, 0-0) con l’arbitro Rigato che prima convalidò e poi s’accorse dell’errore, al ‘piedinò di un raccattapalle che ributtò fuori un gol di Savoldi in Ascoli-Bologna del 1975 (1-3). Poi c’è il Lazio-Juventus del 1966-67 (0-0): un tiro dello juventino De Paoli rimbalza fuori dopo aver oltrepassato la linea, ma l’arbitro De Marchi non vede. Anche il derby milanese della stagione successiva ha un ‘gol fantasmà: una staffilata di Rivera picchia contro la traversa e batte sulla riga. Per l’arbitro D’Agostini è gol, ma le riprese tv lo smentiscono. E Sampdoria-Torino del 1971-72: Agroppi di testa, Lippi ricaccia fuori la palla già dentro, l’arbitro Barbaresco non concede il gol. Ancora una stracittadina di Milano. Stagione 1988-89, Ancelotti come Rivera: gran tiro traversa-linea, ma con risultato opposto. L’arbitro Magni nega il gol che stavolta c’era

Fonte: corrieredellosport.it

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L’(in)successo della nazionale di Prandelli nell’atto finale degli Europei 2012 in Polonia e Ucraina e la successiva visita al Quirinale con foto e abbracci di tutta la delegazione azzurra con il presidente Napolitano, deve far riflettere. Tutte queste celebrazioni per averne prese quattro (e dico 4 dalla Spagna!!) sono figlie di una cultura che ben si discosta da altre oserei dire meritocratiche…

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Ultimo appuntamento con “Speciale Notti Magiche”! La redazione di Quarto Uomo al completo parlerà della finale di questo Europeo e farà un bilancio della competizione per quanto riguarda l’Italia. Pagelloni per tutti e considerazioni finali sul futuro degli azzurri, su come valorizzare i giovani e continuare a dare l’attenzione che merita alla Nazionale!

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Forza azzurri!!!

La sfida contro gli spagnoli aveva aperto il girone C di questi Europei, con la partita terminata 1-1. Quello subito da Di Natale è stato l’unico gol preso dagli spagnoli, mentre per quanto riguarda gli azzurri il pareggio aveva dato una consapevolezza nei propri mezzi fino a qualche giorno prima inesistente, soprattutto dopo la sconfitta contro la Russia.

La finale può aprire prospettive diverse per entrambe le squadre. La Spagna cerca il triplete Europei -Mondiali-Europei, mai riuscito neanche alle sudamericane con la Coppa America. L’Italia vuole continuare a stupire l’Europa, dopo i risultati visti in questi venti giorni. Ma Del Bosque, a differenza degli altri allenatori che hanno affrontato gli azzurri, non ha paura anzi conosce profondamente il potenziale della sua squadra. Dentro Fabregas, Iniesta e Silva. E pazienza se sia un “falso nueve”, come dicono gli spagnoli. L’importante è attaccare gli spazi e cercare il gioco attraverso il possesso palla. Cosa che loro sanno fare benissimo. E dopo dieci minuti di tiki-taka il primo pericolo arriva da Xavi che nello stretto scambia con Fabregas. Il suo tiro finisce di poco alto. Ma era un campanello d’allarme. Quattro minuti dopo infatti arriva il gol della Spagna su una indecisione di Chiellini, poi sostituito da Prandelli con Balzaretti. E’ Fabregas a servirgli un pallone che Silva insacca. La reazone degli azzurri arriva soltanto dieci minuti dopo, intorno alla mezz’ora. E’ De Rossi che dopo aver scambiato con Balotelli, apre per Cassano sulla sinistra. Il barese rientra sul destro ma il suo tiro non impensierisce Casillas. Ci riprova quattro minuti dopo Cassano, questa volta da fuori. Casillas respinge. Ma, a fine primo tempo, arriva la doccia fredda, ghiacciata, per gli azzurri. Un servizio in profondità di Xavi che dimostra di non essere “finito” dopo le critiche ricevute per queste ultime prestazioni trova in J.Alba il corridoio giusto per la profondità. Il 2-0 è forse un risultato che condanna eccessivamente gli azzurri, ma gli spagnoli sono i maestri nell’addormentare la partita. La ripresa inizia con Di Natale in campo al posto di Cassano ed una Spagna che meriterebbe anche un rigore per un fallo di mano di Bonucci in area su di un colpo di testa di Sergio Ramos. La reazione dell’Italia è in una verticalizzazione di Montolivo per Di Natale che, però, tira troppo addosso a Casillas. Prandelli toglie anche Montolivo per inserire Thiago Motta ma il giocatore del Paris Saint Germain si fa male pochi minuti dopo (probabile stiramento) e l’Italia, dopo aver finito tutti i cambi, si ritrova a dover giocare in dieci per il resto della partita. Gli spagnoli continuano a gestirla mentre, gli azzurri, non fanno altro che perdere uomini. Si fa male prima Balzaretti dopo un contrasto di gioco, poi vengono i crampi a Bonucci. A sette minuti dalla fine arriva il terzo gol di Torres, entrato al posto di Fabregas, che di piatto destro beffa Buffon. Al 43° anche Mata, entrato per Iniesta un minuto e mezzo prima, mette il suo sigillo sulla partita.

Le fatiche dei giorni precedenti si sono fatte sentire senza aspettare qualche giorno di più, non lasciando scampo agli azzurri, che però meritano tutti gli applausi per come hanno raggiunto la finale. Il tempo delle critiche arriverà, ma al momento vanno soltanto applausi per questo gruppo.

Giorgio, redazione Quarto Uomo

La redazione di Quarto Uomo non vi lascia soli durante il periodo estivo anzi raddoppia la sua programmazione!!! Stasera, dalle 22 circa, ci sarà lo speciale Europei, con in studio tutta la redazione! Si parlerà del passaggio alle semifinali dell’Italia, si farà una analisi sulla partita Italia- Germania e si guarderà alla finale con la Spagna.

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Stasera lo spread lo abbiamo dettato noi!

La notizia del primo pomeriggio è che Abate non ce la fa. Dentro Chiellini sulla fascia sinistra con Balzaretti spostato a destra. La notizia della sera è che anche la Germania ha paura di noi. Dentro Kroos, sulla destra, posizione in cui non ha mai giocato, per cercare di contrastare Pirlo.

E, dopo dieci minuti di sofferenza, l’Italia esce fuori alla grande. La Germania è pericolosa al 5° quando, su calcio d’angolo, Hummels di ginocchio devia il pallone verso la porta. Il pallone passa in mezzo alle gambe di Buffon ma, Pirlo, salva tutto sulla linea. Cinque minuti dopo Khedira serve lo scattante Boateng sulla fascia. Il cross è basso, Buffon e Barzagli pasticciano ma, il pallone, termina in corner. Sugli sviluppi del tiro dalla bandierina Kroos tenta una conclusione dalla distanza sulla quale Buffon si fa trovare pronto. Gli azzurri, dopo aver lasciato sfogare l’avversario, lo costringono all’angolo. E sono micidiali con Balotelli. Prima al 20°: Cassano riceve palla da Chiellini sulla sinistra, finta un passaggio per lo juventino per poi pennellare un cross che finisce sulla testa di Supermario che finalmente può esultare. Quindici minuti dopo il raddoppio: su un lancio di Montolivo che pochi minuti prima aveva tentennato troppo sotto porta, Balotelli aggancia e dimostra tutta la freddezza che gli è mancata nelle gare precedenti. E’ finalmente la sua Italia. Quella che aveva sognato di conquistare, quella che aveva sognato di portare in finale con le sue prodezze. Dopo un europeo fatto di luci ed ombre (più ombre che luci a dir la verità fino a questo momento) Supermario fa capire per quale motivo Prandelli ha creduto così tanto in lui da non convocare punte di ruolo che pure avrebbero fatto comodo. Nella ripresa la Germania cambia con gli ingressi di Reus e Klose ma, un po’ di fortuna, ci aiuta. Sulla punizione dello stesso Reus infatti sono Buffon e la traversa che impediscono una riapertura della partita. L’Italia avrebbe diverse possibilità di chiuderla ma Marchisio e Di Natale, subentrato a Balotelli, si dimostrano imprecisi. Allo scadere la Germania guadagna un generoso rigore concesso per un fallo di mano di Balzaretti in area di rigore dopo che lo stesso era stato trattenuto da Klose. Ozil segna ma ormai non c’è più niente da fare.

Con la partita di oggi l’Italia dimostra che non è più lei a doversi adattare alle caratteristiche degli avversari ma sono gli altri, ad aver paura dei suoi uomini. E, dopo quella del 2006, consegna un’altra lezione di calcio ai tedeschi che hanno peccato di inesperienza. Adesso c’è la Spagna. Il nostro girone era iniziato così, dal 3-5-2 con un De Rossi centrale di difesa al gol di Di Natale, passando per una buona prestazione complessiva. Da quel momento in poi tante cose sono cambiate. In chiave azzurra si è ritornati al 4-3-1-2, si è passati dalla figura di Motta sulla trequarti a quella di un giocatore come Montolivo, dalle qualità più offensive. Si è ripartiti da un Pirlo gigantesco e si è trovata la quadratura del cerchio strada facendo. Gli spagnoli hanno sofferto un po’ di più contro il Portogallo, dimostrando invece invece grandissima solidità contro la Francia. C’è da dire che hanno ottenuto gran parte dei risultati con il minimo sforzo, ma sono alla terza finale consecutiva tra Europei e Mondiali, prima squadra a riuscirci. Ma a Kiev ci saremo anche noi, lì a giocare una finale inaspettata. Ma conquistata attraverso un cammino iniziato tra mille difficoltà che ha restituito agli italiani una squadra di cui essere finalmente orgogliosi sul campo.

Giorgio, redazione Quarto Uomo

La redazione di Quarto Uomo non vi lascia soli durante il periodo estivo anzi raddoppia la sua programmazione!!! Stasera, dalle 22 circa, ci sarà lo speciale Europei, con in studio tutta la redazione! Si parlerà di Italia-Germania e delle altre partite del torneo.

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