Baggio, Del Piero, Totti: chi il piu’ forte?

Ho visto su facebook una foto con Baggio, Totti e Del Piero. Sulla stessa c’era scritta una domanda: “Chi il piu’ forte dei 3?” Da romanista, la risposta d’obbligo sarebbe soltanto una, Francesco Totti. Ma andiamo un attimo ad analizzare le varie carriere, prima di dare un giudizio finale.

Parto subito dallo juventino Alessandro Del Piero. Per lui ci si è inventati l’espressione “tiro alla Del Piero” con il pallone a giro sotto al sette, quando ad inizio carriera segnava sempre allo stesso modo. Ma il suo ingresso nel palcoscenico che conta è stato secondo me facilitato dal contesto. Quella Juventus era una squadra fortissima ed essere inseriti in una rosa di giocatori forti “deresponsabilizza”. Non dipende tutto dalle tue giocate. La riprova? In Nazionale si è riuscito ad esprimere al meglio soltanto nel 2006. Prima aveva sulle spalle la staffetta con Baggio durante Francia 98, dove arrivò spompato da una Juventus che fu la squadra italiana a giocare piu’ partite quell’anno, considerando l’arrivo in finale di Champions; prima aveva sulle spalle la finale di Euro 2000 contro la Francia: sciupo’ 2 occasioni clamorose che avrebbero potuto consentire agli azzurri di raddoppiare. La Francia pareggio’, segnando poi al golden gol. Del 2002, cosa dire? Moreno e la storia ci hanno fatto capire come è andato realmente quel mondiale. In Germania Alessandro si è ripreso tutto. Con gli interessi. Con la Juventus è rimasto anche in Serie B, dopo lo scoppio di calciopoli che aveva portato quasi tutti i big ad abbandonare la barca. Questo non è però servito a fargli chiudere la carriera in bianconero perché, la sua figura, probabilmente iniziava a pesare piu’ di quanto fossero importanti quella dell’allenatore e della società. Il finale di carriera in Australia è inglorioso per un giocatore del suo livello; una scelta di vita, fino ad un certo punto. Perché la sua scelta di vita sarebbe stata chiudere la carriera a Torino.

Di Roberto Baggio, cosa dire? Baggio è il calcio. La sua espressione massima. La tecnica allo stato puro. La classe sopraffina. Tante le squadre avute dal Divin Codino da quando, qualche anno fa, iniziò la sua carriera al Vicenza. Gli infortuni come costante della sua carriera, come ad esempio quello che per poco non fece saltare il trasferimento dal Vicenza alla Fiorentina. Il passaggio dalla Fiorentina alla Juventus, che fece insorgere il popolo viola contro la famiglia Pontello. Il primo pallone d’oro italiano dopo Rivera. Un mondiale quasi vinto da solo, non ci fossero stati quei rigori maledetti ad Usa 94 contro il Brasile. Il passaggio al Milan, voluto da Capello ma anche qui poco impiegato per problemi fisici. L’approdo a Bologna per riconquistare a suon di gol la Nazionale, nell’anno in cui l’Italia calcistica accoglieva il fenomeno Ronaldo. La convocazione per i mondiali francesi. Una staffetta con Del Piero che probabilmente è costata la qualificazione contro la Francia. Il passaggio all’Inter, dove ebbe problemi con Lippi ma rispetto’ sempre il campo. Ricordatevi le prodezze contro il Real Madrid; o lo spareggio contro il Parma che valeva l’accesso alla Champions League della stagione successiva. Con una vittoria Moratti avrebbe confermato Lippi; se però il tecnico fosse rimasto, Baggio se ne sarebbe andato. Chi risolse la partita? L’approdo a Brescia. Uno dei suoi gol piu’ belli proprio contro la Juventus, un gol che aiuto’ la Roma a vincere lo scudetto del 2001, vi ricordate? Lancio di Pirlo, controllo di Roberto Baggio che davanti a Buffon prima stoppa il pallone e poi mette a sedere il portiere. Roberto Baggio è stato tutto questo. E molto altro. E’ stato campione in una grande squadra, la Juventus che vinse coppa Italia e Coppa Uefa con Trapattoni. E’ stato giocatore determinante in piccole piazze, come Bologna e Brescia. Sempre decisivo, mai un peso. Forse ha avuto problemi di troppo con qualche allenatore (da Ulivieri a Lippi, passando per Capello e Trapattoni) a causa della sua personalità; in qualche caso un allenatore deve però accettare, per l’importanza del giocatore all’interno di un contesto, le sue caratteristiche; deve lasciarlo libero di creare, di inventare. Perché signori, prima di rivedere le invenzioni di Roberto Baggio e del numero 10 di cui parlerò adesso, quanto tempo passerà?

Eccoci qui a lui. Francesco Totti. Classe 76. Romano di Porta Metronia. Una vita passata nella squadra per la quale faceva il tifo sin da bambino. L’ultima bandiera. La domanda che ci si fa, riguardo al numero 10 giallorosso, è sempre questa: se Totti fosse andato in un altro club, quanto avrebbe potuto vincere, sia individualmente che a livello di squadra, di piu’ rispetto che alla Roma? Le risposte implicano filosofie di vita. C’è chi pensa che, escluso da un contesto in cui è sempre stato un re, sarebbe venuta fuori una personalità forse non matura, per essere considerato un top player; io sono portato a pensare che, la sua classe, sarebbe uscita fuori in qualsiasi contesto. E gli avrebbe potuto consentire di vincere tanto. Uno scudetto, 2 supercoppe, 2 coppe Italia, un mondiale, per un giocatore come lui, non rendono giustizia. Tante volte con Gabriele si fa questo discorso: di una partita non vanno guardati soltanto gli highlights. Francesco, per quanto mi riguarda, è la riprova del perché non si devono vedere soltanto le azioni salienti di una partita. Quante volte un suo colpo di tacco, od una sua giocata, ha messo nelle condizioni di creare la superiorità numerica in una zona di campo ancora ininfluente per lo svolgimento dell’azione? Quante volte un suo cambio di gioco ha aperto la strada ad una azione che poi non si è concretizzata? Negli occhi ho sempre una partita che molti di voi forse non ricorderanno. Roma Piacenza. Totti e Cassano presero palla all’altezza del centrocampo. Un tocco ciascuno arrivarono in area di rigore in meno di un amen. Chi smarcò Pessotto con un colpo di tacco per il cross a Del Vecchio durante la finale contro la Francia nel 98? Chi ha segnato uno dei gol piu’ belli a Genova contro la Samp con una mezza girata al volo di sinistro applaudita da tutto Marassi? Chi è il calciatore italiano che ha segnato piu’ di tutti, con la stessa maglia, dopo l’inarrivabile Piola?

E adesso, la domanda delle domande: da che cosa si misura la forza di un numero 10? Dalle vittorie ottenute nella squadra? Dalla sua incidenza nelle vittorie ottenute dalla squadra? Dalle convinzioni personali? Dai pagelloni fatti da ex giocatori e giornalisti che, nelle trasmissioni televisive, giudicano destro, sinistro, testa, senso del gol, e tutte queste stronzate? Ognuno di noi, come è logico che sia, sarà piu’ legato a questo, o a quel numero 10. Forse, l’unica certezza, è che calciatori così non ne rinasceranno piu’. O si?

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Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito

4 giornate di squalifica; alla fine questo è il verdetto del giudice sportivo a proposito della manata di Destro ad Astori, in Cagliari Roma. Tanti sono gli interrogativi, che adesso ci si pone, a proposito dell’utilizzo della prova televisiva nell’ambito di una partita: non si applica solo in caso di assenza di giudizio da parte dell’arbitro, prima di tutto?

La risposta non è tanto scontata, nel senso che bisogna andare a vedere cosa è stato scritto dal direttore di gare nel referto: a proposito dell’utilizzo o meno della prova televisiva, infatti, il regolamento afferma che può essere utilizzata anche se l’arbitro ha visto solo in parte l’episodio in questione, come sembra essere accaduto al direttore di gara che, infatti, ha ammonito soltanto Astori. Nasce però un secondo problema, che è ben piu’ importante: quanto conta l’attenzione mediatica che si riserva ad un determinato episodio, nella decisione finale a proposito di una eventuale sanzione? Nei commenti successivi a quanto accaduto, la maggior parte dei giornalisti ha “spinto” verso una sanzione nei confronti dell’attaccante romanista? Sembra che, in questo caso, piu’ che di prova televisiva si parli infatti di moviola. Ed allora viene subito una domanda: quale è il limite? Perché a questo punto si è arrivati al caso limite, che può creare un pericoloso precedente, in ambito di decisioni e sanzioni. Qualsiasi decisione si prenda. Perché pensiamo anche alle conseguenze: la Roma ha già presentato il ricorso. Ma può essere accettato? E nel caso fosse accettato, non sconfesserebbe la decisione precedente? Perché anche ridurre il numero delle giornate di squalifica, magari da 4 a 2, per esempio, vorrebbe dire aver preso una decisione sbagliata prima. La stessa sanzione, in questo senso, è comunque esagerata rispetto a quello che è stato il gesto in questione. Quando insisto nel dire che bisogna andare ad inserire la moviola in campo, è anche per episodi di questo tipo: l’arbitro ha detto di aver visto la trattenuta, ma non la manata? Con un istantaneo replay si sarebbe potuto vedere tutto, andando a dare un cartellino giallo ad entrambi i giocatori, la decisione piu’ giusta in quella situazione. Così, invece, non si riesce a capire quanto abbiano influito le “moviole” successive che sono state fatte, nella decisione presa. Ed allora, non è la stessa cosa averla in campo? Anzi, probabilmente anche meglio, perché non si avrebbe modo di dubitare di una eventuale decisione presa? Se poi si ammette l’errore tecnico dell’arbitro, la partita allora non dovrebbe essere ripetuta?

Dispiace, in tutto questo, anche per il ragazzo Destro, che stava vivendo un importante momento di forma che avrebbe potuto portarlo in Brasile. Prandelli infatti ha già fatto sapere che, qualora il ricorso della Roma fosse accettato, la presenza dell’attaccante giallorosso allo stage non sarà in discussione; discorso diverso e invece la squalifica fosse confermata. Anche qui, ci si chiede: ma è per l’applicazione del codice etico, o per il fatto che il bomber, se fosse confermata la decisione del giudice sportivo, resterebbe comunque fuori un mese? Nel secondo caso, vale una domanda: si sta aspettando e facendo carte false per avere Rossi nonostante non giochi da mezza stagione, perché lo stesso discorso non potrebbe valere per Destro? Nel caso di applicazione del codice etico, invece, perché? Quando Prandelli non aveva convocato De Rossi, dopo l’episodio della manata ad Icardi, ci aveva detto che l’applicazione del codice etico non aveva bisogno del giudice sportivo. Con Destro, invece, il commissario tecnico azzurro aspetta l’esito del ricorso della Roma per vedere se portare o meno l’attaccante in Nazionale.  

Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito.

Giorgio Fraticelli

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L’angolo del picchetto

L’angolo del picchetto

Verona Inter: Inter in ripresa? Il 2 dei nerazzurri paga bene, a fronte di un Verona che ultimamente in casa sta faticando. Si gioca a 2.15. Per chi volesse andare sul sicuro proporrei un goal, ad 1.68

Atalanta Sampdoria: Match tra 2 squadre in crescita, che non hanno problemi di punti. Anche qui segno proposti goal ad 1.80. Per chi volesse “rischiare” paga bene l’over 2.5 a 2.20

Cagliari Lazio: Reduci dalla contestazione contro l’Atalanta i biancocelesti potrebbero riprendersi in trasferta. Segno proposto un 2, a 2.70

Livorno Bologna: Reduce dalla sconfitta contro la Samp il Livorno ha voglia di riscatto; trova di fronte un Bologna che comunque resta una squadra solida. Segno proposto un under, a 1.63. Per chi volesse rischiare un pareggio è dato a 3.20

Milan Parma: I risultati utili del Parma continuano ad aumentare, mentre il Milan è reduce dal doppio k.o contro l’Udinese e l’Atletico Madrid. Avrà voglia di riscatto? L’over è dato a 1.85, come l’uno.

Sassuolo Catania: Entrambe le squadre hanno bisogno di punti. Il ritorno di Di Francesco può aver restituito fiducia al Sassuolo? L’X si gioca a 3.20; l’under ad 1.68

Fiorentina Chievo: Le 2 gare di fila contro la Juventus hanno mostrato una Fiorentina in crescita, con il ritorno al gol di Gomez. Segno proposto 1, a 1.53

Genoa Juventus: Per quanto mi riguarda sulla Juventus vale il discorso di sempre. Scelgo sempre la doppia quota a favore della squadra avversaria da inserire magari in singola, considerando che l’1X paga 2.72

Torino Napoli: Queste sono gare in cui, il Napoli, potrebbe rischiare lo scivolone. Tra l’altro contro un Torino che, ultimamente, sta deludendo le aspettative. L’1X si gioca ad 1.63

Roma Udinese: Altra tegola per i giallorossi, con l’infortunio di Strootman. L’Udinese ha bloccato il Milan settimana scorsa. Segno proposto un under, a 2.00

Proposte di gioco:

1

Verona Inter 2
Atalanta Sampdoria over
Fiorentina Chievo 1
Torino Napoli 1X
Roma Udinese under

Con 5 euro se ne vincerebbero 117

2

Cagliari Lazio 2
Livorno Bologna X
Milan Parma 1
Sassuolo Catania X

Con 5 euro se ne vincerebbero 255

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L’angolo della scommessa, giornata 20.

L’angolo della scommessa, giornata 20.

Non abbiamo fatto la puntata sui pronostici, ma non disperate. Questa è la mia analisi della prossima giornata di campionato, alla quale poi Giuseppe aggiungerà la sua.

Roma Livorno

Partita che sembra segnata. Il Livorno ha appena cambiato allenatore, la Roma viaggia a ritmi importanti, con 4 gol segnati nell’ultima partita contro il Genoa. Snai propone un under 2.5 a 2.30. Vero che la differenza tra le 2 squadre è abissale; la Roma però il 21 ha l’impegno di Coppa Italia contro la Juventus per cui potrebbe anche limitarsi a “controllare” la partita. Gabriele, per la stessa, proponeva addirittura un over 3.5 a 2.30

Juventus Sampdoria

Io lo dico sin da subito. Per chi volesse alzare la quota della sua giocata o giocarsi il singolo evento, con in campo la Juventus c’è soltanto un risultato da giocarsi: la doppia chance per l’avversario, che sia in o out. Nessuno nega la superiorità della Juventus, attenzione. Ma un doppia chance X2 della Sampdoria è quotato a 4.53 da Snai. E non dimentichiamoci che la Sampdoria l’anno scorso ha sempre battuto la Juve.

Udinese Lazio

La sfida rievoca un passato recente in cui, le 2 squadre, si sono contese fino all’ultimo molto di piu’ della posizione in classifica attuale di entrambe. Gara per quanto mi riguarda da over 2.5, dato a 2.05

Atalanta Cagliari

La vittoria nella nebbia finale contro il Catania ha restituito all’Atalanta una posizione di classifica piu’ veritiera, rispetto alla “forza” della squadra che, comunque, rispetto alle altre che lottano per non retrocedere, sembra avere qualcosa in piu’. Anche la partita contro il Napoli, in coppa Italia, ha comunque fatto vedere ottimi giocatori, in quel contesto. Il Cagliari gioca senza Pinilla e, bisognerà vedere, se pagherà il contraccolpo del crollo contro i bianconeri. Segno proposto 1 a 2.30

Bologna Napoli

Poche chiacchiere. Se il Napoli vuole continuare a sperare nella rincorsa allo scudetto, l’unico risultato possibile immaginabile è un 2 a 1.65

Catania Fiorentina

Se è stato della Roma, il primo colpo di mercato, la Fiorentina è la squadra che sta dimostrando maggiore vivacità. L’arrivo di Matri servirà a risolvere i problemi dovuti agli infortuni di Rossi e Gomez? Tra le altre cose, stupisce il dato sulla imbattibilità di Neto da 555 minuti. Il Catania ha riaffidato la squadra a Maran e, in casa, ha comunque un “ambiente” particolare. Proposte di gioco un goal ad 1.80 o un 2 della viola a 2.00

Chievo Parma

Il Chievo ha rovinato la “partita della svolta” di Mazzarri settimana scorsa e, comunque, dal rientro di Corini sembra aver trovato la quadratura. Gioca contro un Parma che ha perso in Coppa Italia ma, in campionato, è in serie positiva. Segno proposto? Un x a 3.00

Genoa Inter

Mazzarri aveva definito la partita chiave della stagione quella contro il Chievo. Potrebbe aver anticipato la svolta di una settimana? Segno proposto un 2 a 2.00

Sassuolo Torino

Nella precedente giornata di campionato il Torino ha bloccato la Fiorentina mentre, il Sassuolo, ha trovato Berardi e fermato il Milan, provocando l’esonero di Allegri. Gara da X, tra 2 squadre comunque in forma, dato a 3.15
Milan Verona

La prima di Seedorf sulla panchina del Milan, che gara sarà? Si cercheranno già esperimenti o si punterà sulla solidità? Milan Verona sembra essere la gara piu’ bella ed intrigante della prossima giornata di campionato. Il goal è dato ad 1.70

La mia proposta di gioco?

Atalanta Cagliari 1
Bologna Napoli 2
Catania Fiorentina 2
Genoa Inter 2

75.90 euro con 5 euro giocati. Chi volesse “rischiare” può aggiungere, a questa giocata, una partita tra Chievo Parma e Sassuolo Torino.

Giorgio

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L’angolo dei pronostici

Verona Chievo:

Il derby di Verona ritorna, con quote abbastanza interessanti. L’ultimo turno ha visto il Chievo pareggiare contro il Milan ed il Verona perdere a Genova contro il Genoa. In casa, il Verona di Mandorlini, ha sempre vinto. Facile dire 1, con la vittoria della squadra che gioca in “casa” data a 2.00. Da provare, anche se resta sempre un derby.

Milan Genoa

Il Genoa fa risultato da 3 partite consecutive, Gasperini sembra finalmente aver trovato la quadratura del cerchio restituendo solidità alla difesa prima di tutto. Dall’altro lato il Milan sembra in crisi, sia di gioco che di risultati. E la panchina di Allegri vacilla. Proposte? O under o per chi volesse tentare il “colpaccio” un doppia chance X2 dato a 2.48.

Napoli Parma

Il Napoli ha voglia di rifarsi dopo la sconfitta contro la Juventus; il Parma che ha giocato contro la Lazio è sembrata una squadra vivace, ma in calo rispetto all’inizio di campionato. Il consiglio per chi vuole rischiare è un x primo tempo, 2.45

Livorno Juventus

Il Livorno ha perso 2-0 contro l’Inter a Milano, complice un errore del suo portiere Bardi, ma non ha dato segnali di resa subito. Giocherà però il confronto con la Juventus senza il suo bomber Paulinho, squalificato. I bianconeri sembrano aver ritrovato quella cattiveria che li aveva sempre contraddistinti. Da provare l’under, quotato a 2.05, come il no goal,1.65

Sampdoria Lazio

Dopo la prova convincente a Parma, i biancocelesti dovranno vedersela contro la Sampdoria che ha appena cambiato allenatore, dopo la sconfitta contro la Fiorentina. L’over è dato a 2.07, per chi volesse il 2 dei biancocelesti è dato a 2.40

Sassuolo Atalanta

A dispetto del pareggio contro la Roma, il Sassuolo ha rischiato piu’ volte di subire, nel corso della partita, il gol del 2-0. L’Atalanta invece, questo tipo di partite, difficilmente le sbaglia. Il 2 della squadra di Colantuono è dato a 3.10

Torino Catania

Sconfitto contro il Cagliari, il Torino avrà sicuramente voglia di rifarsi in casa di fronte al suo pubblico, contro un Catania che è tornato alla vittoria in casa contro l’Udinese, dopo aver sofferto comunque parecchio. L’1 dei granata è dato ad 1.80

Udinese Fiorentina

La partita piu’ bella della giornata. L’Udinese viene dalle sconfitte contro Catania ed Inter, la Fiorentina ha vinto contro la Sampdoria. Ci sarebbe l’over ad 1.95, le 2 squadre segnano tanto.

Bologna Inter

Reduce dalla sconfitta contro l’Atalanta, il Bologna si ritrova ad affrontare la lanciata Inter di Mazzarri. Il 2 è dato a 1.90

LA PROPOSTA DI GIOCATA:

Sampdoria Lazio over
Torino Catania 1
Udinese Fiorentina over
Bologna Inter 2

Con 5 euro investiti, su Snai se ne vincerebbero 69

CONTEMPORANEITA’

Per chi come me invece predilige la “contemporaneità” degli eventi, si potrebbe azzardare un altro tipo di pronostico, con questa giocata:

Sampdoria Lazio 2
Torino Catania 1
Udinese Fiorentina X

Con 5 euro investiti, sempre su Snai, se ne vincerebbero 71

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Le grandi orecchie di Milano

Mentre il presidente della Federazione Abete annuncia lo svolgimento della finale della Coppa dei Campioni 2016 a Milano, grande subbuglio c’è intorno alle 2 squadre milanesi: 18 anni dopo si è svolto materialmente il passaggio di consegne che ha visto l’Inter passare dalle mani di Moratti a quelle dell’indonesiano Thohir; al Milan Barbara Berlusconi sembra sempre piu’ saldamente al comando, dopo 30 anni di Galliani.

Da dove cominciare? Oramai ufficiale da tempo, si sono adesso ufficializzate le cifre con cui, il magnate indonesiano, si è impossessato del 70% dell’Inter. Si parla complessivamente di 100 milioni. E di una clausola che dovrebbe rassicurare il popolo nerazzurro, definita salvatifosi, nel caso in cui il tycoon non dovesse investire sul mercato. La permanenza di Moratti dovrebbe rassenerare lo stato d’animo del tifoso nerazzurro, preoccupato fino ad un certo punto per questo cambio di proprietà. Molti gli interrogativi, poche al momento le risposte concrete. Ma investirà oppure guarda al club come sola fonte di guadagno? Avanzavo un dubbio, qualche tempo fa, in puntata: perché tutto questo tempo prima della chiusura della trattativa? Ok, non stiamo parlando di cifre “irrisorie”, per chiudere un accordo di questo tipo c’è bisogno di mettere d’accordo le parti, stabilire le cifre per l’acquisto e quelle per le ricapitalizzazioni. Ma teoricamente si poteva chiudere prima della fine della scorsa campagna acquisti, quando l’Inter ha finito di liberarsi degli ingaggi pesanti di alcuni calciatori, come ad esempio Stankovic. Il dubbio resta, consapevoli che soltanto le prossime 2 campagne acquisti lo possano togliere, anche per capire su che tipo di giocatori si orienterà il nuovo proprietario. Sarà una squadra giovane? Se si, Mazzarri accetterà un diktat di questo tipo? Oppure sarà una squadra con il giusto mix di esperienza e gioventu’? Lo scopriremo tra gennaio ed agosto.

Scopriremo nei prossimi mesi anche quale sarà il destino del Milan. C’è chi paragona il momento del club rossonero a quello dell’anno scorso, quando a questo punto del campionato aveva soltanto 2 punti in piu’ di adesso. C’è da dire però che le squadre su cui fare la rincorsa al terzo posto erano di meno, e meno forti di adesso. E non tutti gli anni, le imprese, riescono. Quella del Milan è una situazione strana. Dopo l’arrivo di Balotelli nella passata stagione, quest’anno aveva la possibilità di avere una rosa completa ad agosto, facendo uno sforzo in piu’ per prendere Astori. Invece il club rossonero ha preferito puntare su Matri, senza considerare che dietro, la coperta, con i soli Zapata e Mexes, era molto corta. Rami arriverà a gennaio, come Honda. Ma si sono persi così 5 mesi, in cui i giocatori potevano essere presi e dati ad Allegri, per avere qualche alternativa in piu’. In tutto questo, anche all’interno della società rossonera sembra esserci un passaggio di consegne, da Adriano Galliani a Barbara Berlusconi. Ma ci si può liberare a cuor leggero di un dirigente che vende un giocatore a 70, riprendendolo a zero e con la metà del costo dell’ingaggio che aveva nella squadra a cui era stato ceduto? Per quanti errori possa aver fatto, Galliani da questo punto di vista resta sempre uno dei migliori dirigenti italiani, grandissimo conoscitore di calcio. Un conto poi è farlo con un materiale economico importante, un altro avendo a disposizione pochi soldi. E, da questo punto di vista, il problema maggiore nasce dai guai giudiziari di Silvio Berlusconi, non da incompetenze o scelte sbagliate di Galliani, che Barbara vorrebbe defenestrare. Si vorrebbe mandare via anche Allegri, ma quante colpe ha il tecnico rossonero? Negli ultimi 2 anni ha sempre avuto una squadra incompleta e, per quanto alla fine il suo gioco non ha quasi mai convinto, le attenuanti del caso le ha tutte. Da questo punto di vista, difficilmente il Milan ha mai cacciato un allenatore a metà stagione, a memoria l’ultimo che ricordi è Terim. Da questo punto di vista potrebbe essere questo un segnale, per capire se si sta cambiando rotta oppure no.

Cambiare rotta però resta comunque necessario, per tutte e 2 le squadre. Se questa finale a Milano fosse stata qualche anno fa, non ci sarebbe stato dubbio alcuno del fatto che, entrambe le milanesi, avrebbero fatto di tutto per avere 2 squadre competitive in grado di raggiungere l’obiettivo. Al momento, le incertezze restano tante. 

Giorgio Fraticelli

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Quando per vincere non basta essere competitivi, ma si deve essere i piu’ forti.

Ci sono 2 considerazioni da fare per quello che riguarda il cammino della Roma: se partiamo dal presupposto che, le 10 vittorie di fila sono un record storico da nessuno preventivabile, allora non ha senso fare analisi e considerazioni. Per il romanista dovrebbe essere già motivo d’orgoglio essere tornato lì, tra le prime 3; il resto dovrebbe essere tutto di guadagnato, a prescindere da ogni considerazione tecnico tattica.

Una volta che si è lì, però, è normale muovere delle considerazioni, cercare di capire perché nelle prime otto partite sono stati realizzati 22 gol mentre, nelle restanti, soltanto 1 a partita, per un totale di 4. Intanto vale un discorso: una squadra, per quanto possa essere forte, può avere un periodo di calo. Complice le assenze di Totti e Gervinho, i 2 giocatori migliori del reparto offensivo, la Roma questo periodo di calo lo sta avendo adesso. Purtroppo però, nel campionato italiano tutto questo non è permesso. Già, perché, altre squadre in un periodo di calo sono “aiutate”. Basta pensare alle partite della Juventus contro il Torino e contro il Chievo; il Napoli è stato “facilitato” nella partita contro il Torino ed in quella contro la Fiorentina. Entrambe le squadre dovevano mantenere la seconda posizione, ma piu’ o meno con gli stessi punti di Fiorentina ed Inter. Invece stanno lì, ad 1 e 4 punti dalla Roma dei record. Si è detto che i giallorossi sono stati “fortunati”; ma quando mai? Nella partita contro il Sassuolo Berardi doveva essere espulso per il fallo su Borriello; il gol del pareggio era da annullare per un intervento a gamba tesa su Bradley. Nella partita contro il Torino il gol del pareggio granata è da annullare per la spinta di Meggiorini su Benatia (90 volte su 100 in quelle situazioni si fischia fallo a favore del difensore) e c’è un rigore su Pjanic. Così come altri episodi non convincono, come il cartellino giallo dato a Maicon. Io non voglio vincere “rubando”; vorrei che però mi fosse riconosciuto quello che è mio. Ma in Italia, si sa, questo è impossibile.

Tralasciando la disamina da un punto di vista arbitrale, veniamo adesso a quello tecnico. Si parlava prima di un periodo di calo dei giallorossi che, dai doppi infortuni di Totti e Gervinho, non convincono come prima. Non c’è piu’ chi detta i tempi della profondità; manca l’uomo da ultimo passaggio. In questo senso Gervinho apriva le difese e, il capitano, sapeva quando era il momento giusto per lanciarlo nello spazio. Ad inizio di campionato, quando quindi nessuno avrebbe potuto prevedere un avvio di stagione così, io mi sbilanciai dicendo: “Con Lamela sarebbe stata una squadra da scudetto”. Mai avrei potuto prevedere un doppio infortunio come questo nel periodo piu’ importante, ma la coperta era corta, e si vedeva. La Roma non fa le coppe, vero; ma l’argentino avrebbe potuto far comodo. Soprattutto se si pensa che, quest’anno, poteva essere gestito diversamente. Senza cioè che, tutte le responsabilità, ricadessero su di lui. La società ha preferito far cassa, a fronte dell’offerta del Totthenham, senza fare quel piccolo sforzo in piu’ a fronte di un mercato comunque importante. Considerando che si veniva dal derby perso di coppa Italia, il tutto sarebbe stato visto dai tifosi come una voglia di vincere importante. Non che la squadra non la abbia, ma gli stessi 11 non possono girare a 1000 per tutto il campionato. La sosta consentirà ai giallorossi di recuperare Destro e Gervinho; la speranza è che, a gennaio, si faccia quel qualcosa di piu’ che possa consentire a Garcia di gestire meglio situazioni di flessione.

Fermo restando che, un avvio di stagione così, non era preventivabile neanche dal piu’ ottimista dei tifosi, la storia della Roma ha dimostrato che, per vincere, non basta essere competitivi. Devi essere il piu’ forte.

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